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“MINISTERO DELLA DIFESA” – FUA 2016 – SVILUPPI ECONOMICI… C’E’ CHI DICE NO

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“MINISTERO DELLA DIFESA”

FUA 2016 – SVILUPPI ECONOMICI… C’E’ CHI DICE NO

Federazione Intesa non firma l’accordo

 Il 2 agosto 2016 si è consumata quella che riteniamo una delle pagine più tristi della contrattazione collettiva degli ultimi anni.

Una pagina che ha visto, forse nella prima volta nella storia, alcune parti sociali sacrificare scientemente gli interessi dei lavoratori ai propri deliri di onnipotenza ed imporre un accordo al ribasso che, non esitiamo a dire, vede tutti i protagonisti uscire perdenti: moralmente, eticamente, sindacalmente.

Perdenti i colleghi della prima area che attraverso l’accantonamento di una quota FUA, avrebbero potuto ottenere immediatamente l’equivalente economico dell’aumento di fascia che in questo momento ed in questo ordinamento professionale, non possono ottenere giuridicamente.

Ci auguriamo che questo sacrificio sia almeno servito a svegliare altre OO.SS. che, con improvvisa solerzia dopo anni di ignavia, si sono accorte dell’improcrastinabilità del problema e seppure con iniziative più di apparenza che di sostanza, cominciano a parlare della questione.

Perdenti i 12.000 colleghi che concorreranno alle riqualificazioni dal 1.1.2017, che avrebbero potuto ottenere la stessa progressione con un anno di anticipo.

Perdenti i restanti 10.000 rimandati al 2018 che, in completa assenza di garanzie che sia ancora possibile attivare procedure di riqualificazione, hanno comunque perso un anno.

Perdente l’Amministrazione che non ha portato avanti un accordo in forza del suo 50% nonostante sappia perfettamente che questo comporterà doppi costi per doppie procedure di riqualificazione da un lato e riduzione del FUA 2017, ai sensi della L. 28/12/2015, n. 208, comma 236, in vigore dal 1 gennaio 2016, dall’altro.

Perdenti persino i lavoratori rimasti al palo nel 2010, nel nome dei quali e dietro ai quali, alcune OO.SS. si sono parate per bruciare le aspettative di altri 12000 colleghi.

A nulla è valso far notare che oltretutto, mantenendo margini così stretti nei numeri, nessun criterio, seppure il migliore che sia, studiato a carattere generale, una volta calato nelle centinaia di situazioni particolari, potrà assicurare il passaggio dei 7002 e solo dei 7002 colleghi che da 6 lunghissimi anni pagano con il loro FUS le progressioni di chi si è riqualificato nel 2010.

Non grideremo quindi al miracolo, come qualcuno fino a ieri ha gridato, né spacceremo per vittorioso un accordo che ci vede amareggiati e delusi, né tenteremo di vendere la nostra immagine di paladini paghi e soddisfatti di non sottoscrivere questo accordo. Non siamo paghi. Non siamo soddisfatti. Lo saremmo stati se avessimo ottenuto quello per cui ci siamo battuti fino a ieri.

La nostra coerenza sta nel riconoscere con onestà e trasparenza che questo accordo è una sconfitta.

Ci resta la consapevolezza di aver combattuto fino alla fine, nei limiti delle nostre forze e possibilità, per ottenere ciò che abbiamo dimostrato con i fatti e con i numeri fosse logico e fattibile. Non ci siamo riusciti. Abbiamo sempre sostenuto di non avere alcuna posizione pregiudiziale acchè si facessero soltanto le 7002 progressioni oggetto della famosa intesa programmatica inserita nell’accordo 2015 ma non abbiamo mai dimenticato che in quell’intesa, chiusa in fretta per chiudere velocemente l’accordo per l’anno in corso, 7002 era una base di partenza, non un arrivo. Un traguardo che sembrava fino a pochi giorni prima irraggiungibile, se non fosse stato finalmente accolto il nostro suggerimento di modificare un DM galeotto sugli organici che già aveva visto altre OO.SS. rassegnarsi alla possibilità di farne 1092.

Nessuna posizione pregiudiziale, quindi, ma la reiterata richiesta (l’ultima nella email inviata all’Amministrazione il giorno prima affinchè fosse portata anche all’attenzione delle altre OO.SS.) che la scelta di fermarsi a 7002 fosse motivata e dimostrata con argomentazioni valide e veritiere, così come noi abbiamo motivato e dimostrato di poterne fare 16974. Non abbiamo ricevuto risposta né certo possiamo ritenere valide le fantasiose quanto improbabili obiezioni con cui altre OO.SS. hanno in queste tre settimane tentato di supportare la reazione scomposta avuta davanti alla nostra proposta di anticipare al 1.1.2016 ciò che era stato spalmato in due anni.

Capriole acrobatiche e voli pindarici che si scontrano con le più elementari regole della logica e della matematica, per tentare di giustificare il fatto che tutto ciò che negli altri Ministeri è ovvio, da noi è “scandaloso ed irricevibile”.

Diamo atto all’Amministrazione di essere stata corretta nel mettere la nostra proposta sul tavolo.

Ci sarebbe certo piaciuto che mostrasse anche più polso verso chi con l’arroganza dei numeri ha condizionato la trattativa con il solo palese obiettivo di salvare la faccia e non di perseguire l’interesse dei lavoratori.

Rimane il risultato, non di poco conto, di aver ottenuto 7000 riqualificazioni invece di 1092 e di aver fatto modificare alcuni dei criteri che non ci sembravano equi e non rispondevano all’obiettivo dichiarato da sempre di far riqualificare i colleghi non passati nel 2010.

Diamo infatti atto all’Amministrazione anche di essere stata disponibile e di avere comunque accettato il confronto su tutto ciò che è l’impianto di questa Ipotesi.

Sono stati rivisti i punteggi relativi al servizio reso presso altra Amministrazione come avevamo segnalato.

Sono stati rivisti gli scaglioni delle riqualificazioni programmate per il 2017, come avevamo suggerito nella mail inviata il 1° agosto.

Infine, alla luce delle nostre osservazioni sull’assurdo meccanismo per cui ci troveremo  a restituire al bilancio della Difesa, decurtandolo dal nostro FUA, la quota parte dell’assegno riassorbibile dei colleghi ex militari che si riqualificheranno, l’Amministrazione ha assunto l’impegno di effettuare un tentativo presso il MEF per studiare insieme la soluzione a quello che fin da ora appare come un grottesco autogol.

Siamo amareggiati ma non sconfitti.

Questi ultimi accadimenti non possono che rinvigorire in noi la consapevolezza di essere nel giusto  e la volontà di batterci per svincolarci da questo CCNL e da questo sistema.

A settembre riprenderemo con ancora più forza e determinazione la battaglia per la #specificità. Invitiamo tutti i lavoratori a stare all’erta e seguire i nostri notiziari.

Sarà un settembre caldo… Nessun dorma!

Il Coordinamento Nazionale Difesa

                                                                                Alessandro Coen

 #specificitàunicalternativa

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FLASH 2016.08.03 n.23 FUA_2016 sviluppi economici Intesa non firma

Ipotesi di accordo FUA 2016

Saluti Giovanni Orefice.

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Ministero Della Difesa – FUA 2016 sviluppi economici mail Persociv

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“MINISTERO DELLA DIFESA”

Pubblichiamo di seguito la mail inviata in data odierna alla Direzione Generale per il Personale Civile.

 Venerdì 29 luglio, alle ore 16,12 abbiamo ricevuto la nuova bozza dell’ipotesi d’accordo per il FUA 2016.

In considerazione dei tempi strettissimi che ci separano dalla prossima convocazione  fissata per il 2 agosto p.v.  inviamo con questa email le nostre osservazioni per le valutazioni di codesta Direzione.

Questa O.S.  continua a ritenere fattibile e concreta  la nostra proposta di anticipare al 1.1.2016 le previste progressioni economiche che nell’ultima ipotesi inviataci, in aderenza a quanto proposto da altre OO.SS. vengono invece spalmate in due anni.  Come da codesta stessa Amministrazione dimostrato, con il prospetto di ripartizione del FUA allegato alla mail di convocazione inviataci il 4 luglio, le risorse occorrenti sono assolutamente compatibili con le risorse a disposizione e la percentuale di personale che si andrebbe a riqualificare, pari al 63% , sarebbe ben al di sotto di quanto certificato dal MEF per altri Ministeri, come i Beni Culturali ed il MEF medesimo. Anche l’obiezione dell’eccessiva spoliazione del FUS, a fronte di un alto numero di progressioni, cade di fronte ad una ipotesi che comunque ne prevede 19000 in due anni e che quindi porterebbe, alla fine del biennio, allo stesso identico risultato.

Sempre alla luce di quanto da codesta Amministrazione stessa dimostrato nello stesso prospetto di cui sopra, chiediamo inoltre che venga riconsiderata e valutata la nostra proposta per l’accantonamento di una quota parte di FUA per remunerare un progetto dedicato esclusivamente al personale della prima area con una somma equivalente alla fascia economica  da F2 ad F3, da noi calcolato in € 1.446.942,00. Tale accantonamento, a nostro avviso, anche a seguito di colloqui con dirigenti e funzionari del MEF, non troverebbe ostacoli alla certificazione e sanerebbe, almeno dal punto di vista economico, e nell’attesa di una soluzione normativa, l’impossibilità per il personale della 1^ area  di accedere giuridicamente a fasce economiche superiori.

Ci preme inoltre sottolineare come le due proposte di cui sopra sarebbero estremamente opportune anche alla luce della L. 28/12/2015, n. 208 -Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2016) pubblicata nella Gazz. Uff. 30 dicembre 2015, n. 302, S.O.  -Comma 236,  in vigore dal 1 gennaio 2016, che sicuramente codesta Amministrazione ben conosce 236.

Nelle more dell’adozione dei decreti legislativi attuativi degli articoli 11 e 17 della legge 7 agosto 2015, n. 124, con particolare riferimento all’omogeneizzazione del trattamento economico fondamentale e accessorio della dirigenza, tenuto conto delle esigenze di finanza pubblica, a decorrere dal 1º gennaio 2016 l’ammontare complessivo delle risorse destinate annualmente al trattamento accessorio del personale, anche di livello dirigenziale, di ciascuna delle amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, non può superare il corrispondente importo determinato per l’anno 2015 ed è, comunque, automaticamente ridotto in misura proporzionale alla riduzione del personale in servizio, tenendo conto del personale assumibile ai sensi della normativa vigente.

Ribadendo la nostra posizione non pregiudiziale all’effettuazione di sole 7002 progressioni economiche purché concretamente giustificata ed in attesa di conoscere esattamente i motivi per cui non si possano realizzarne 16974, ed entrando nel merito dei criteri che dovrebbero assicurare il passaggio dei colleghi non riqualificati nel 2010, segnaliamo l’inequità di voler inserire tra i titoli il diploma ISMI che, per la sua natura di corso comunque frequentabile solo da alcuni lavoratori, non può a nostro giudizio essere inserito tra i titoli che danno punteggio.

Per quanto riguarda la programmazione delle progressioni per il 2017, segnaliamo, a titolo di collaborazione, che i contingenti previsti per i vari scaglioni sono sperequati tra di loro ed in alcuni casi addirittura superiori alle effettive presenze organiche.

Risottolineiamo, inoltre, la necessità di trovare un meccanismo, attivandosi anche presso il MEF, per evitare di restituire al bilancio della Difesa, la quota parte di assegno riassorbibile delle eventuali riqualificazioni dei colleghi ex militari.

Fidando in una positiva valutazione di tutte le parti sociali che sono chiamate a rispondere alle legittime aspettative dei lavoratori civili della difesa, si porgono distinti saluti.

Il Coordinamento Nazionale Difesa
Alessandro Coen

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FLASH 2016.08.01 n.21 FUA2016 sviluppi economici mail Persociv

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“MINISTERO DELLA DIFESA” FUA 2016 – SVILUPPI ECONOMICI

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“MINISTERO DELLA DIFESA”

FUA 2016 – SVILUPPI ECONOMICI

QUANDO LA MATEMATICA E’ UN’OPINIONE

(dal 2° teorema di Pico de Paperis)

 

Oggi 27 luglio 2016 nuovo incontro sul FUA 2016

 

Questa mattina abbiamo scoperto come la matematica, al contrario di quanto sempre sostenuto dalla saggezza popolare, sia solo un’opinione.

 Dopo aver infatti appreso che 7.000 progressioni sono meglio di 17.000, oggi abbiamo imparato il 2° teorema delle riqualificazioni: la spesa per 17.000 progressioni sul FUA 2016 non è sostenibile ma la stessa spesa tra sei mesi sul FUA 2017, con gli stessi fondi dell’anno precedente, lo sarà per 19.000

 Nei fatti ed in sintesi l’Amministrazione, che pochi giorni fa ha ritirato dal tavolo la proposta avanzata da INTESA e da altre sigle autonome di prevedere 16.974 progressioni al 1.1.2016, oggi ci ha informato della nuova formulazione dell’ipotesi messa sul tavolo da altre OO.SS. che prevede 7002 passaggi al 1.1.2016, 12.000 al 1.1.2017 ed addirittura ipoteca il 2018 per le altre eventuali.

 Grande il nostro stupore nell’apprendere quindi che noi e le altre OO.SS. di cui sopra, abbiamo praticamente presentato la stessa proposta e ci stavamo già chiedendo dove avevamo sbagliato quando ci siamo accorti del piccolo dettaglio che in realtà rende dissimili le due proposte. Noi 19.000 progressioni (tra riqualificazioni e fondo 1^ area) le proponiamo al 1.1.2016, l’altra proposta è, senza alcuna spiegazione logica, spalmata in due anni.

 Nonostante la nuova riforma Madia, il trend degli ultimi anni che ha visto diminuire sensibilmente il FUA anno dopo anno, bloccare le retribuzioni impedendo le progressioni per 6 lunghissimi anni, la logica e la matematica sono piegate alle acrobazie di un tavolo che, pur di salvare la faccia ad alcune oo.ss., stravolgendo quanto abbiamo imparato alle elementari, ci vuole convincere che 19.000 progressioni spalmate in due anni siano più favorevoli di 19.000 in un anno.

 Siccome per noi di INTESA la matematica non è affatto un’opinione e nella consapevolezza che ciò che è certo oggi è sempre un’incognita per il futuro, non abbiamo potuto fare altro, confortati per di più dai conti della stessa Amministrazione, che ribadire la nostra proposta di:

 -          anticipare al 1.1. 2016 le 16.974 progressioni previste;

-          prevedere il fondo per compensare economicamente i 1.869 lavoratori di 1^ area che non possono partecipare alle procedure di riqualificazione in attesa di una normativa adeguata;

-          programmare per il 1.1.2017 le successive riqualificazioni mancanti.

Discutere dei criteri senza sapere con certezza quanti lavoratori si riqualificheranno non avrebbe avuto senso ma, se anche avessimo voluto, oggi non avremmo comunque potuto farlo visto che l’Amministrazione non ci ha fornito una bozza dei punteggi e dei criteri, che ci dovrà mandare.

Nell’attesa di capire se e come l’Amministrazione abbia recepito i nostri suggerimenti relativi a titoli di studio, anzianità, incarichi e performance abbiamo rilevato un palese errore nella valutazione dei titoli nei quali sono previsti fino a 12 punti in più per servizio presso altre amministrazioni.

Così come è stata formulata, l’ipotesi finirebbe per essere un vantaggio rispetto all’anzianità nella sola difesa la quale è computabile per un massimo di 30 anni.

L’Amministrazione ci ha ringraziato per la segnalazione e ci ha assicurato che provvederà a correggere.

 Siamo consapevoli che il tempo è tiranno e che non concludere in tempi brevissimi la contrattazione potrebbe voler dire non poter attivare le procedure di riqualificazione ma non è pensabile sottoscrivere accordi senza aver avuto fisicamente la possibilità di valutarli.

Di questi ritardi e dell’eventuale impossibilità di attivare i percorsi di riqualificazione per il 2016, qualcuno dovrà assumersene le responsabilità.

Per quanto ci riguarda non abbiamo mai avuto una posizione pregiudiziale verso progressioni che interessassero soltanto i 7002 colleghi rimasti al palo nel 2010.

E’ una nostra battaglia e continuerà ad esserlo ma non è pensabile che se ci sono i presupposti, i tempi e soprattutto i fondi certi, per farne da subito 16.974 (più 1.869 economiche per la prima area), non ci si batta per questo.

 Ipotecare il futuro e scommettere su un aleatorio aumento del FUA ci preoccupa.

La concreta possibilità che per il 2016 i capricci del tavolo mandino tutto a monte ci ha spinto a chiedere all’Amministrazione di prevedere almeno una clausola di salvaguardia che ci metta al riparo da quello che si sta sempre di più concretizzando come un ritardo irrecuperabile.

 Onde scongiurare false aspettative e fare chiarezza su alcune voci infondate che già circolano tra i colleghi, messe tendenziosamente in giro da chi vorrebbe convincerci che fare 7002 progressioni permetterebbe di azzerare il pregresso e ripartire poi tutti insieme alla pari per il 2017, abbiamo voluto chiedere ufficialmente alla dott.ssa Corrado se coloro che si riqualificheranno nel 2016 potranno poi partecipare alle procedure l’anno successivo.

Ovviamente la risposta è stata un categorico NO.

Il contratto prevede infatti che occorra una permanenza almeno biennale nella fascia economica.

Cade così ufficialmente e miseramente l’ultimo falso mito per cui riqualificare solo i 7002 colleghi rimasti al palo nel 2010, sarebbe meglio di 16.974.

Ce ne dispiace per chi pensava che riqualificare oggi solo i 7002 andava a vantaggio degli stessi.

 Aspettiamo quindi, ora, la bozza della nuova ipotesi d’accordo e, considerando che il prossimo incontro era già stato fissato con le OO.SS. che ci hanno preceduto al 2 agosto p.v., ci siamo riservati di studiarne criteri, punteggi ed impianto per l’eventuale sottoscrizione.

 Abbiamo comunque consegnato all’Amministrazione la nostra proposta (pubblicata in allegato) che, conti della serva alla mano e soprattutto conti dell’Amministrazione alla mano, dimostra che 16.974 progressioni economiche ed un fondo per 1.869 dipendenti della 1^ area, sono concrete e fattibili.

A noi non piace scommettere sul futuribile

Oggi i soldi ci sono e lo abbiamo dimostrato

Ora serve la volontà

Il Coordinamento Nazionale Difesa
Alessandro Coen

FLASH 2016.07.27 n.21 FUA2016 Quando la matematica è un opinione

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“MINISTERO DELLA DIFESA” FUA 2016 – SVILUPPI ECONOMICI – ALLA RICERCA DEI 10.000 PERDUTI

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“MINISTERO DELLA DIFESA”

FUA 2016 – SVILUPPI ECONOMICI

ALLA RICERCA DEI 10.000 PERDUTI

Oggi 20 luglio 2016 terzo incontro a Persociv per discutere del FUA.

Argomento principe il numero delle progressioni economiche ed i criteri.

Prendiamo atto con rammarico della contrattazione al ribasso portata avanti da altre OO.SS e della marcia indietro dell’Amministrazione che, in un primo momento, sembrava avesse sposato la nostra proposta di anticipare al 1.1.2016 le 9.972 progressioni già previste per il 1.1.2017.

Ce ne dispiace, anche perché ci erano già state inviate le bozze del nuovo art.10, punto 2 dell’Ipotesi di Accordo e di un nuovo allegato 13 contenenti la previsione di sviluppi economici per 16.974 dipendenti (63% circa) con la quantificazione della spesa che risultava perfettamente coperta e fattibile.

Evidentemente tra la trasmissione delle bozze e la convocazione ricevuta per l’incontro odierno, qualche accadimento deve essere intervenuto affinché l’Amministrazione cambiasse così repentinamente idea.

INTESA non può che ribadire che l’unificazione dei due scaglioni comporterebbe, oltre agli evidenti vantaggi per i lavoratori, anche un notevole risparmio per l’Amministrazione che dimezzerebbe costi e tempi di un doppio bando, doppie procedure, doppie commissioni, doppie graduatorie ecc ecc.

E’ altrettanto ovvio che un maggior numero di progressioni realizzerebbe la certezza matematica che nessuno dei 7002 colleghi rimasti al palo dal 2010 possa rimanere escluso dalle procedure 2016 perché, ricordiamolo, quando si fanno criteri generali per un così gran numero di situazioni particolari, è matematico che qualcuno, seppure uno che sia, rimanga fuori.

Per i colleghi della 1^ area, nell’attesa dell’ormai improcrastinabile soluzione normativa che finalmente ne sani l’indecorosa situazione, la costituzione di un fondo ad hoc che possa da subito compensare la mancata possibilità di partecipare alle procedure di riqualificazione, è una scappatoia al capestro del CCNL, semplice quanto immediata.

Non dovremmo ricorrere ad escamotage ed acrobazie se fossimo già rientrati in regime di diritto pubblico con l’art. 3 della 165 ma questa è un’altra storia.

Lo strano ragionamento dell’Amministrazione e di alcune OO.SS. per cui aumentare il numero delle progressioni sarebbe sfavorevole agli interessi dei lavoratori, appare strano non solo a noi ma deve essere apparso strano anche a tutte le altre Amministrazioni (MEF, Beni Culturali, ecc) che hanno avviato e stanno avviando procedure che interessano fino al 68% del personale.

Ancora più perplessi ci lascia la grottesca circostanza che vede l’Amministrazione bruciare la possibilità di diminuire per 10.000 lavoratori il famoso gap economico che contemporaneamente è al centro dell’altro tavolo, fortemente voluto da INTESA e conquistato insieme ai lavoratori in un anno e mezzo di mobilitazione.

Se infatti la sofferenza dei dipendenti civili della difesa è stata recepita dal Ministro Pinotti che ha ritenuto addirittura utile istituire un gruppo di lavoro per studiare come non rimanere ultimi tra gli ultimi, appare quantomeno incoerente che quando se ne abbia la possibilità non si riduca tale sofferenza.

Tutto ciò ci lascia sconcertati ed amareggiati ma non intendiamo perdere di vista l’obiettivo principale che rimane per noi la sanatoria dei 7002 colleghi rimasti al palo dal 2010, sulla pelle dei quali non intendiamo giocare né fare facile propaganda minacciando di non firmare un accordo che fino a qualche mese fa era solo un miraggio (noi non dimentichiamo che se non fosse stato recepito il nostro suggerimento di modificare il DM sugli organici, a quest’ora stavamo discutendo di 1092 progressioni)

La nostra coerenza sta nella trasparenza con la quale portiamo avanti le nostre proposte.

Se non sarà possibile dare seguito al suggerimento di anticipare al 1.1.2016 tutte le 16.972 progressioni previste, non ci interessa più ricorrere all’escamotage del fondo ad hoc per la 1^ area ma si dovrà approfittare dei mesi a disposizione per realizzarne finalmente il passaggio nella 2^ area.

Affinché si realizzi questo, chiediamo all’Amministrazione di assumersi fin da ora l’impegno di adoperarsi in sede politica ed in ogni altra sede adeguata perché non intendiamo ritrovarci a discutere il FUA 2017 col problema irrisolto. Noi faremo il nostro.

Altro problema che l’Amministrazione deve impegnarsi a risolvere è quello da noi segnalato già nell’incontro precedente e cioè l’assurdità di restituire alla Difesa le quote di assegno ad personam, riassorbite dalle progressioni economiche dei colleghi ex-militari che si riqualificheranno.

Non è pensabile restituire al bilancio della Difesa somme del nostro FUA, quantificabili in più di un milione di euro l’anno, per comprare carri armati e pagare gli straordinari ai militari. La dott.ssa Corrado recepisce la problematica e si impegna a trovare la soluzione al MEF ed in Funzione Pubblica.

La dott.ssa Corrado ci conferma che tutti i tavoli hanno evidenziato la problematica della performance e quindi porterà in Funzione Pubblica l’eliminazione del punteggio relativo.

Il prossimo appuntamento è per il 27 luglio.

Intesa rimane dell’opinione che anticipare al 1.1.2016 tutte le progressioni possibili, programmando già per il 2017 tutte le restanti, sia la proposta più logica e favorevole per dipendenti che, ricordiamolo, sono stati riconosciuti anche dal gruppo di lavoro istituzionale, come gli ultimi tra gli ultimi.

La concreta possibilità che questa sia l’ultima finestra utile per ottenere qualche beneficio a fronte di un nuovo, lungo periodo di buio e di blocco dei contratti, rende l’ipotesi di procrastinare le progressioni in più anni, tanto sfavorevole quanto incerta.

Capiamo bene che spalmare le progressioni in un arco temporale più lungo, assicura ad alcune OO.SS. la possibilità della propria personale sopravvivenza ma se dovesse verificarsi la temuta, quanto plausibile ipotesi di un nuovo blocco degli stipendi, nessuna intesa programmatica, nessun impegno, nessuna nota a verbale, nessun protocollo d’intesa potrà sollevare coloro che oggi bocciano la nostra proposta come scandalosa ed irricevibile, dalle loro responsabilità. Che sia ben chiaro.

 Il Coordinamento Nazionale Difesa

Alessandro Coen

FLASH 2016.07.20 n.20 FUA Alla ricerca dei 10000 perduti

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