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Saluti Giovanni Orefice.

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Auguri per la Festa della Donna (8 Marzo 2016)

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Auguri per la Festa della Donna

(8 Marzo 2016)

8 marzo, Festa della Donna, Giornata Internazionale Della Donna, è un giorno di celebrazione per le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne.
Auguri a tutte le donne!
Saluti Giovanni Orefice.
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REPLICA ALLA TRASMISSIONE “L’ARENA ” del 17 Gennaio 2016

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REPLICA ALLA TRASMISSIONE

“L’ARENA ”

del 17 GENNAIO 2016 del Segretario Generale della Federazione Intesa F.P.

Claudia RATTI 

Roma, 19 gennaio ’16

Dott. Giletti,

 On. Brunetta,

ho avuto occasione di ascoltare la trasmissione “L’ARENA” del 17 gennaio 2016 e, pur valutando che trattandosi di una trasmissione televisiva ha necessità di aumentare gli indici ascolto, non posso fare a meno di scrivere a nome della Federazione che, mi preme sottolineare, è maggiormente rappresentativa nel Comparto Ministeri.

Siamo fermamente convinti che la stragrande maggioranza dei dipendenti pubblici lavorano con nobile spirito di servizio rispettando leggi e contratti.

Siamo altrettanto convinti che tra i dipendenti pubblici c’è una minoranza che non rispetta leggi e contratti, che timbra ed esce, che percepisce indebiti buoni pasto, che usa giorni di assistenza ai disabili per usi “diversi”, ecc. ecc. . Non comprendiamo perché a causa di questa minoranza si debba fare una campagna denigratoria contro tutti i dipendenti pubblici che non solo fanno il proprio lavoro ma anche il lavoro degli “assenteisti” o dei furbi a qualsiasi titolo.

Negli ambienti di lavoro, quasi sempre, i dipendenti conoscono esattamente i “vizi” dei colleghi ma c’è una forte tendenza della dirigenza (anche qui, non di tutta la dirigenza) di estraniarsi da questo tipo di problemi, di non vedere cosa succede nel proprio ufficio finché qualche esterno (ad esempio Forze dell’Ordine) rileva i problemi.

I dirigenti fanno (quasi) sempre finta di non vedere o di non sapere anche quando le situazioni sono troppo evidenti.

Di contro altri dirigenti si comportano come fossero Monarchi con pieni poteri.

Ci sono anche dirigenti equilibrati che gestiscono nel migliore dei modi il proprio ufficio.

La nostra Federazione non ha mai difeso, e non vuole farlo, i “furbetti” ma difende a gran voce la stragrande maggioranza dei lavoratori pubblici grazie ai quali la nostra Pubblica Amministrazione rende il miglior servizio ai cittadini.

Non posso fare a meno di sottolineare che i dipendenti pubblici:

  • Hanno il contratto bloccato dal 2010 e le prospettive di rinnovo sono per una manciata di euro;
  • È stata necessaria una Sentenza della Corte Costituzionale per riparlare di rinnovo contrattuale;
  • La vera premialità è ancora un sogno, anche della nostra Federazione che la chiede da sempre.

All’On. Brunetta ho il dovere di spendere qualche parola di replica sui dipendenti giudiziari perché si è rivelato, ancora una volta, un non conoscitore della realtà della quale parla.

On. Brunetta non credo sappia, e glielo diciamo, che nel Ministero della Giustizia:

  • Da molti anni le assunzioni del personale sono scarsissime a fronte di costanti assunzioni di personale di magistratura;
  • Il personale svolge attività di assistenza in udienza che, in moltissimi casi, superano le 9 ore giornaliere con un compenso per lavoro straordinario che non arriva o arriva dopo anni (senza interessi né rivalutazione monetaria);
  • I fondi del lavoro straordinario sono pochissimi e la quota maggiore viene sottratta (unico caso tra tutti i Ministeri) dal Fondo Unico Amministrazione, quindi dal Fondo dei lavoratori, già scarsissimo;
  • La Banca Ore esiste contrattualmente dal 2000, nel Ministero della Giustizia non è stata ancora attuata;
  • Molti dipendenti fanno turni e reperibilità nei giorni festivi (domeniche, Natale, Capodanno, Pasqua ecc.) ricevendo (a distanza di anni) indennità inferiori a dipendenti privati;
  • Da oltre 22 anni non si è riusciti ad attuare delle vere procedure di riqualificazione del personale;
  • Da molti anni la nostra Federazione chiede di internalizzare le competenze che sono state attribuite ad Equitalia Giustizia da una legge del 2008, evitando di pagare l’aggio a Società esterne e premiando i dipendenti. Mi faccia verificare, On. Brunetta, chi governava il nostro bel Paese in quegli anni? Chi c’era tra i Ministri della nostra Repubblica?

Se vuole, On. Brunetta, posso ancora continuare ma preferisco fermarmi qui, ammettendo che anche nel Ministero della Giustizia, come in Parlamento ed in qualsiasi posto di lavoro, ci sono le “mele marce” ed è compito di tutti noi attivarci per eliminarle affinché tutte le altre “mele” vengano apprezzate al meglio da tutti per il lavoro svolto e per l’impegno profuso quotidianamente.

Cordiali saluti.

Segretario Generale

(Claudia Ratti)

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Saluti Giovanni Orefice.

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MINISTERO DELLA DIFESA – CAMBIA LA TUA VITA CON UN CLICK…

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MINISTERO DELLA DIFESA

 CAMBIA LA TUA VITA CON UN CLICK…

 Dopo sei mesi di attività del gruppo lavoro dedicato a trovare soluzioni per la valorizzazione del personale civile e la “sussistenza del gap retributivo con le altre amministrazioni” con un semplice click sul sito del MEF (tempo impiegato 5 minuti circa) abbiamo scaricato la seguente tabella…

 Come si legge il nostro dicastero è e continua a essere quello con le retribuzioni più basse di tutto il comparto ministeri…addirittura differisce da quello del ministero della salute di circa 20.000 euro lorde medie annue pro capite !!!

Alla faccia della “sussistenza del gap retributivo” !?!  

                      Continua la lettura sul sito

FLASH 2015.12.10 n.24 CAMBIA LA TUA VITA CON UN CLICK

Saluti Giovanni Orefice.

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Anche per i rinnovi dei contratti Renzi ha la sindrome del 12%

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Anche per i rinnovi dei contratti

Renzi ha la sindrome del 12%

Lo avevamo notato con la restituzione del maltolto (leggi blocco delle pensioni) che era stato censurato dalla Consulta.
Rispetto a quanto dovuto il Governo di Matteo Renzi aveva “generosamente offerto” circa il 12% di quello che legittimamente spettava ai nostri pensionati, facendo scattare un ampio e diffuso contenzioso.

Allo stesso modo si sta comportando con il blocco dei rinnovi contrattuali del pubblico impiego: censurato dalla Corte Costituzionale (ma non in forma retroattiva come per le pensioni), per rispondere a questa censura il nostro Matteo sta offrendo la favolosa cifra di 10 euro lordi al mese di aumento.
“Roba da chiodi”, direbbe qualcuno.
Dai nostri calcoli, si tratta ancora una volta di circa il 12% del totale (dovrebbero essere € 80 a partire dal gennaio 2010).
Che sta succedendo al nostro premier? Vorrà suggerirci qualcosa? Forse possiamo restituire i nostri debiti con l’erario pagando solo il 12%?
Sarebbe una notizia fantastica, se potessimo applicarla alle bollette arretrate, alle cartelle di Equitalia, e a tutti i debiti che abbiamo accumulato, anche a causa dei mancati rinnovi contrattuali.
Al solito lo Stato italiano si sta dimostrando il peggiore dei datori di lavoro esistenti: dà poco, chiede poco e male, in sintesi si disinteressa del personale, scontentando specialmente chi ha voglia di fare.

Martedì prossimo si aprirà il tavolo all’ARAN per la ridefinizione dei comparti, il  primo passo per i rinnovi contrattuali e, come sempre, vi terremo informati.

Saluti Giovanni Orefice.

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Riforma Pubblica Amministrazione, tutto quello che c’è da sapere

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Riforma Pubblica Amministrazione, tutto quello che c’è da sapere

Dalle forze di polizia ai concorsi, alla trasparenza

Camera: sì fiducia al Dl enti locali, 364 si

Via libera definitivo al ddl di riforma della Pubblica Amministrazione.

L’Aula del Senato ha infatti approvato il 5 Agosto u.s. la delega sulla P.A, con 145 voti a favore. I contrari sono invece stati 97 e nessun astenuto. La riforma è stata “salvata” dalle opposizioni, che hanno garantito il numero legale al Senato, che era di 150 voti. I sì infatti sono stati 145 e sono stati i 97 “no” a consentire che il provvedimento venisse approvato. Se i contrari non avessero votato, infatti, la riforma oggi non sarebbe passata. “Un altro tassello: approvata la riforma della P.A., #lavoltabuona. Un abbraccio agli amici gufi“. Così il presidente del Consiglio Matteo Renzi commenta via Twitter l’approvazione in via definitiva della riforma.

Ecco i principali capitoli della riforma:

LICENZIAMENTI FACILI. Quando scatta un’azione disciplinare non si potrà più concludere tutto con un nulla di fatto, la pratica dovrà essere portata a termine senza escludere il licenziamento. Quanto alla diatriba sull’articolo 18, la reintegra resterebbe.

NUMERO UNICO PER EMERGENZE. Basterà chiamare il 112 per chiedere aiuto in ogni circostanza. L’idea e’ quella di realizzare centrali in ambito regionale che, raccogliendo la richiesta, siano in grado di smistarla al servizio interessato.

UN SOLO LIBRETTO PER AUTO. Si apre al trasferimento del Pubblico registro automobilistico (Pra), retto dall’Aci, al ministero dei Trasporti, a cui fa capo la Motorizzazione. Si va infatti verso un’unica banca dati per la circolazione e la proprietà, con un solo libretto.

- CONCORSI, SUPERATO VOTO MINIMO LAUREA. Non ci sarà più una soglia sotto la quale si è fuori dalle selezioni pubbliche. L’obiettivo è dare più importanza alla valutazione in sede di concorso. Nelle prove non mancherà mai un test sull’inglese.

BOLLETTE ELETTRONICHE DA PAGARE CON SMS. I pagamenti verso la P.A, come bollette e multe, potranno avvenire anche ricorrendo al credito telefonico (ricaricabili o abbonamenti) purché si tratti di micro-somme (presumibilmente sotto 50euro). Il versamento potrà quindi essere eseguito con un semplice sms.

- SCOMPARE FORESTALE, RIORDINO FORZE. Il ddl pone le basi per l’assorbimento della Forestale in un’altra forza (con tutta probabilità i Carabinieri), così da portare i corpi da 5 a 4. Si prevede inoltre un riordino di tutte le forze.

STRETTA SU DIRIGENZA. Anche i capi diventano licenziabili se valutati negativamente. Ma pur di non essere mandati potranno optare per il dimensionamento. Gli incarichi non saranno più a vita (4+2 anni) e scatta la revoca in caso di condanna della Corte dei Conti. A proposito è stato aggiunto un intero articolo dedicato al processo contabile.

TUTTI I DIRIGENTI IN UN UNICO BACINO. E’ previsto un solo ruolo (seppure diviso su tre livelli: statale, regionale, locale) senza più distinzione tra prima e seconda fascia. Si va verso una quota unica (intorno al 10%) per l’accesso di esterni. La figura del segretario comunale è superata.

SU ASSENZE CON POTERI A INPS. Niente più finti malati. Per centrare l’obiettivo le funzioni di controllo e le relative risorse passano dalle Asl all’Inps. Vengono poi posti dei paletti per il precariato. C’è anche un passaggio per favorire la staffetta generazionale, ma a costo zero. Nasce la Consulta per l’integrazione dei lavoratori disabili.

MAGLIE PIU’ LARGHE PER PENSIONATI P.A. Il tetto di un anno vale solo per i ruoli direttivi. Le altre cariche sono comunque consentite, ma resta il vincolo della gratuità.

SCURE SU PARTECIPATE. Verranno ridotte e si prevede un numero massimo di ‘rossi’ dopo cui c’è la liquidazione, possibile anche il al commissariamento. Si prevede il dimezzamento delle camere di commercio.

SFORBICIATA SU PREFETTURE. Si va verso un taglio netto che potrebbe portare anche a un dimezzamento, quel che ne rimarrà andrà a finire nell’Ufficio territoriale dello Stato, punto di contatto unico tra P.A. periferica e cittadini. Si farà piazza pulita degli uffici doppioni tra ministeri e Authority. si tratta di interventi di Spending Review che si ritrovano anche nella riduzione alla spesa per intercettazioni.

PRATICHE DIMEZZATE PER GRANDI OPERE. Un ‘taglia burocrazia’, al fine di semplificare ed accelerare, fino al dimezzamento dei tempi, le operazioni in caso di rilevanti insediamenti produttivi, opere di interesse generale. Scatta la possibilità di attribuire poteri sostituitivi al premier.

SILENZIO ASSENSO TRA AMMINISTRAZIONI. In caso di contese tra amministrazioni centrali su nulla osta e altri concerti sarà il premier a decidere, dopo un passaggio in Cdm. E’ fissato anche un tetto per ottenere il sì: massimo 30 giorni, che diventano 90 in materia di ambiente, cultura e sanità. Sulla stessa linea le misure per sbloccare la conferenza dei servizi.

GHIGLIOTTINA SUI DECRETI. Una forbice che mira a sbrogliare la matassa di rinvii a provvedimenti attuativi. Tutto passa per una delega al Governo, chiamato a fare una cernita sugli ultimi tre anni (esclusi i dlgs).

- POTERI A PALAZZO CHIGI. Verranno precisate le funzioni di palazzo Chigi per il mantenimento dell’unità di indirizzo. Un rafforzamento della collegialità che si ritrova anche nelle nomine di competenza, in modo che le scelte passino per il Cdm. La delega riguarda pure la definizione delle competenze in materia di vigilanza sulle agenzie fiscali (come le Entrate).

UNO STATUTO E UN NUOVO CAPO PER P.A. DIGITALE. Arriva la ‘carta della cittadinanza digitale’, con il Governo delegato a definire il livello minimo di qualità dei servizi online. A guidare la svolta digitale ci penserà un dirigente ad hoc.

Saluti Giovanni Orefice.

 

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APPROVATO DDL RIFORMA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

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APPROVATO DDL RIFORMA P.A.   

Via libera definitivo al ddl di riforma della Pubblica amministrazione, che diventa legge: l’Aula del Senato ha infatti approvato la delega sulla Pa con 145 voti a favore. I contrari sono stati 97 e nessun astenuto: se le opposizioni non avessero votato, non sarebbe stato garantito il numero legale che era di 150 voti. In neanche un’ora  ha completato le votazioni sui 23 articoli della delega

Il capitolo razionalizzazioni prevede che  il Corpo forestale sarà assorbito da un’altra forza di polizia (probabilmente i Carabinieri), si prosegue con  il taglio da 105 a 60 delle Camere di commercio e proclama  l’avvio del disboscamento delle partecipate di enti pubblici, e cioè il famoso ed accantonato piano Cottarelli, sarà la volta buona? E’ previsto inoltre il riordino

FLASH 2015 N 11 – APPROVATO RIFORMA DDL PA

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Saluti Giovanni Orefice.

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Quale futuro per i lavoratori dell’ANBSC?

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Quale futuro per i lavoratori

dell’Agenzia Nazionale per

l’amministrazione e la

destinazione dei beni   sequestrati e

confiscati alla criminalità

organizzata ?

 

 

Dopo più di tre mesi dalla prima assemblea sindacale dei lavoratori, convocata dallo scrivente d’intesa con il Segretario Regionale Saverio Pizzuti,  presso la sede principale di Reggio Calabria dell’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata ( acronimo ANBSC ), niente è cambiato. E’ necessario quindi ribadire ciò che è stata sino ad oggi l’ANBSC e porre l’attenzione del Parlamento tutto, per il tramite dei parlamentari calabresi,  formalmente invitati ,  sul  futuro di questa importante Istituzione, sul futuro dei dipendenti che ormai da anni prestano la propria attività lavorativa, ancora in posizione di comando, distacco e fuori ruolo, in quanto la dotazione organica fissa del personale dell’ANBSC non è stata  ancora costituita…continua la lettura sul sito

 

Rassegna stampa

cmnews.it-Reggio Quale futuro per i lavoratori dellAgenzia dei Beni Confiscati

IL DISPACCIO

IL METROPOLITANO di Reggio Calabria

strill.it-In alto mare il futuro dellAgenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati

Saluti Giovanni Orefice.

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FLASH 2015 N 10 – Illegittimità sopravvenuta del blocco contrattuale!

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FLASH 2015 N 10 – Illegittimità sopravvenuta del blocco contrattuale

ILLEGITTIMITA’

“SOPRAVVENUTA” DEL

BLOCCO CONTRATTUALE

Finalmente abbiamo le motivazioni della Sentenza della Suprema Corte, relativamente alla illegittimità costituzionale di alcun norme che hanno imposto il blocco dei rinnovi contrattuali e della contrattazione dal 2010.

La sentenza porta il n. 178 ed è del 23 luglio scorso. Riassume e sentenzia sulle eccezioni di costituzionalità rilevate dai giudici del Tribunale di Ravenna e di Roma, confermandone la “illegittimità costituzionale sopravvenuta” (e poi si dice che i giudici non hanno fantasia) “a decorrere dal giorno successivo alla pubblicazione della presente sentenza nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica”.

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Saluti Giovanni Orefice.

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SCIPPO DEL SALARIO ACCESSORIO – UNA STRADA PREPARATA DA TEMPO!

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FLASH 2015 N 9 – Scippo del salario accessorio

 SCIPPO DEL SALARIO ACCESSORIO –

UNA STRADA PREPARATA DA TEMPO!

  Un vero e proprio scippo ai danni dei lavoratori.

Una volta un famoso politico, in quel momento ministro degli Affari Esteri, reagì stizzito quando, davanti al taglio del FUA, facemmo presente che, in questo modo, si riduceva il reddito dei lavoratori. Rispose, agitando il baffo, che lo stipendio non era stato toccato!

Era l’anno 2007 e già erano state buttate le basi, e non solo dettate da norme di legge, per aggredire ogni tipo di risorsa accessoria dei lavoratori pubblici, ove ce ne fosse stato bisogno. Metodo per fare cassa molto più facile e meno rischioso che aggredire l’evasione fiscale…. continua la lettura sul sito

Saluti Giovanni Orefice.

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